L’Africa che insegna

Nel 2019 Primavera Ovale ha un’ospite speciale: il 24 marzo da Maputo (Mozambico) arriva a Cusago Irene Bellamio per raccontare in prima persona ai bambini e alle bambine italiani i sorridenti miracoli che la palla ovale sta innescando sui campi di sabbia africani.
Dopo mesi di caparbia attività, nel quartiere periferico di Magoanine B, il minirugby è ormai una realtà di coesione sociale, riscatto per i più piccoli, stimolo per la comunità: decine, centinaia di giovanissimi e – sorprendentemente – soprattutto di giovanissime che si allenano regolarmente e si scatenano in tornei e trasferte di entusiasmo incontenibile. RugBio ci ha creduto tantissimo, mettendoci risorse, ma soprattutto sintonia e vicinanza (con tanto di trasferta in terra africana). Ed è orgoglioso di poter oggi raccogliere lezioni preziose dai piccoli mozambicani.

A tenere caldo e fecondo il contatto pensa puntualmente Irene, coi suoi racconti in presa diretta sul blog www.rugbio.it/maputo, zeppo di vita e stimoli: leggere per credere!

L’ultimo report da Maputo (clicca per leggerlo) straripa di messaggi preziosi per chiunque lavori per l’educazione dei minori attraverso lo sport. Come l’approccio del nuovo allenatore Gift: A cominciare dalla domanda: “sapete spiegarmi che cos’è la passione?”, al metodo geniale per chiamare il silenzio, e cioè di sentire cosa ha da dire il vento. Le ragazzine hanno anche cominciato a farlo da sole tra di loro. Le sentite le parole del vento?

 

O come le metafore operative usate per trasmettere i fondamentali: l’anno scorso per insegnare il movimento del pass la metafora utilizzata era “scavare una buca con una pala”. Quest’anno siamo passati al “svuotare una bacinella piena d’acqua”, che qui si lancia nel cortile facendo effettivamente lo stesso movimento del passaggio. Inoltre, quest’anno c’è stata pure la novità dell’insegnare a chiamare la palla, spiegato con la seguente metafora: “cosa fa un neonato per dire che vuole il latte? Piange. Se il neonato non piange, riceve il latte? No”. Lo stesso vale per la palla. Se non la chiami, nessuno te la passa, come se fosse latte.

Ogni resoconto da Maputo è un inno al futuro sostenibile: ai giovani che in ogni angolo del pianeta cambiano la realtà ogni volta che viene data loro l’occasione.

Oggi l’occasione è ovale, come la palla che rimbalza sulla sabbia dei cortili delle elementari di Magoanine B, e come i sorrisi che non mancano assolutamente mai sui visi delle bimbe mozambicane… e come quella Primavera che il 24 marzo ascolterà la viva voce di Irene. Per organizzare i prossimi supporti concreti.